Finalità educative

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“La scuola italiana, statale e paritaria, svolge l’insostituibile funzione pubblica assegnatele dalla Costituzione della Repubblica, per le formazione di ogni persona e la crescita civile e sociale del Paese.”
“La scuola di base costituisce il primo segmento del percorso scolastico e contribuisce in modo determinante all’elevazione culturale, sociale ed economica del Paese”
“Obiettivo della scuola è offrire agli alunni occasioni di apprendimento dei saperi e dei linguaggi culturali di base,  e far sì che acquisiscano gli strumenti di pensiero necessari per apprendere a selezionare le informazioni; per promuovere la capacità di elaborare metodi e categorie che siano in grado di fare da bussola negli itinerari personali; per favorire l’autonomia di pensiero……” ; “…….formare, saldamente, ogni persona sul piano cognitivo e culturale affinché possa affrontare positivamente la mutevolezza degli scenari sociali e professionali presenti e futuri” Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e del I Ciclo d’Istruzione (D.M. 254/2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 30 del 5 febbraio 2013)

La “Mission” del 36° Circolo Didattico Scuola dell’ Infanzia e Primaria Statale “L. Vanvitelli” è improntata alla migliore tradizione pedagogica del nostro Sistema di Istruzione che, attraverso l'attività di programmazione e realizzazione in chiave unitaria degli interventi educativi e didattici, si adopera per garantire il successo formativo di tutti gli alunni, ovvero il pieno sviluppo della “persona” nel rispetto dell’identità  sociale e culturale, valorizzando la diversità e promuovendo i potenziali individuali di ciascuno.
Pertanto, condividendo le responsabilità con le famiglie e con le istituzioni formative del territorio, la Scuola Vanvitelli si organizza, di anno in anno, come ambiente educativo di apprendimento ed individua modalità e percorsi educativi personalizzati, atti a dare risposte non solo alle esigenze delle realtà locali, ma anche e soprattutto ai bisogni dei singoli alunni, con una particolare attenzione al sostegno delle varie forme di diversità, di disabilità o di svantaggio.
Per realizzare tali obiettivi, si favorisce la creazione di un clima affettivo ed un contesto sociale positivo e propositivo idoneo a promuovere l’identità ed il senso di appartenenza di ciascuno, a stimolare la motivazione ed il concetto di autostima, a promuovere i rapporti interpersonali nella prospettiva della formazione di cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di collettività più ampie e composite, siano esse a livello nazionale, europea ed internazionale.
Gli obiettivi formativi generali, di seguito indicati, concorrono alla realizzazione del diritto-dovere all’istruzione ed alla costruzione della formazione integrale della personalità del bambino in termini di  «sapere, saper fare e saper essere»,  ovvero come conoscenze, abilità e competenze, personali ed interpersonali, adeguate a garantire il benessere e  l’inserimento nel contesto sociale:
- centralità dell'alunno nel processo di insegnamento-apprendimento;
- attività socializzanti attraverso eventi e manifestazioni;
- comunicazione verbale e non verbale;
- centralità delle diverse forme di conoscenze codificate nei sistemi simbolico-culturali;
- insegnamento della lingua Inglese;
- avvio alla comprensione dei linguaggi multimediali;
- interazione con le iniziative e le proposte provenienti dal territorio
- coinvolgimento e la partecipazione delle famiglie nel promuovere ed assecondare il processo di formazione dei bambini, nell'adottare e collaborare a progetti specifici ed integrati. 

a) PRINCIPI E FINALITA’ DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

Le finalità, identificate per tale segmento di scuola riguardano  l’ educazione allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale degli alunni, promuovendone le potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento, e  assicurando un’effettiva uguaglianza, nel rispetto della primaria responsabilità educativa dei genitori ,  attraverso  i singoli Campi di Esperienza.

b) PRINCIPI E FINALITA’ DELLA SCUOLA PRIMARIA

La Scuola Primaria rappresenta un tassello fondamentale del sistema educativo, in quanto, attraverso di essa, gli allievi passano gradualmente da una impostazione pre-disciplinare all’acquisizione delle conoscenze declinate nelle diverse discipline di studio, comunque unitariamente rappresentate. La Scuola Primaria ha una lunga e positiva tradizione nel sistema nazionale di istruzione e ha sviluppato nel tempo aspetti di qualità e di efficienza, da preservare e promuovere, quali:

* la persona intesa nella completezza e nella complessità delle sue dimensioni:cognitiva, emotiva, sociale, artistico-espressiva, corporea;
* la finalizzazione dell’istruzione all’educazione, coniugando l’apprendimento con la crescita integrale della persona e l’affinamento delle competenze necessarie alla convivenza sociale;
* la cura dell’accoglienza, delle relazioni, del clima della scuola, del benessere degli alunni, quali condizioni per l’efficace svolgimento delle attività e il perseguimento delle finalità che le sono proprie;
* la cultura della promozione del successo formativo per tutti e la ricerca delle strategie e dei percorsi atti a valorizzare vocazioni e potenzialità di ciascuno;
* il raggiungimento per tutti, nel rispetto dei ritmi personali, dei traguardi definiti, in modo che nessuno rimanga escluso”.

c) CONTINUITA’ VERTICALE
Nell'ambito della continuità verticale tra ordini diversi di scuola, sono previsti momenti di raccordo curricolare ed organizzativo con la Scuola dell'Infanzia e con la Scuola Secondaria di I Grado, mediante adeguati piani d'intervento allo scopo di perseguire la massima attenzione all’inclusione e per mettere ciascuno in condizione di raggiungere la piena realizzazione di sé e l’acquisizione della cultura e dei valori necessari per vivere da cittadini responsabili.
Le modalità di espletamento di tale raccordo si fondano sui seguenti punti-cardine:
• raccolta di un'articolata documentazione sull'alunno, riferita alla sua 'storia' e relativa alle conoscenze e competenze conseguite, alle relazioni interpersonali costruite, ai fattori sociali di sfondo;
• raccolta di informazioni sull'alunno derivanti dal rapporto scuola-famiglia;
• conoscenza e confronto del sistema di valutazione degli alunni;
• coordinamento dei piani di studio degli anni-ponte (iniziali e terminali), soprattutto per gli alunni diversamente abili;
• realizzazione di  progetti di RETE e Partenariato;


d) L’INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

All’interno del 36° Circolo sono presenti numerosi alunni diversamente abili per i quali, al fine di favorirne la reale integrazione ed assicurare loro il pieno esercizio del diritto allo studio, viene redatto, in collaborazione con gli operatori delle ASL di appartenenza, il Piano Educativo Personalizzato che riporta i peculiari bisogni formativi di ognuno, gli obiettivi che si intendono raggiungere, le strategie e gli strumenti operativi più adeguati a perseguirli.
I suddetti bambini sono tutti inseriti nelle attività di lavoro per classi aperte e partecipano alle attività progettuali previste per l’arricchimento dell’Offerta formativa.
Pertanto, l’organizzazione generale, interna, prevede:
- l’intervento unitario e coordinato dell’equipe pedagogica dei docenti integrata dalla presenza dal docente di sostegno;
- il pieno utilizzo di tutte le ore di contemporaneità e di compresenza per la realizzazione degli interventi personalizzati previsti;
- la costituzione del Gruppo H, costituito da docenti e medici  che periodicamente incontrano i genitori degli alunni diversamente abili, sia per elaborare l’anamnesi evolutiva e scolastica, sia per rendicontare il progresso evolutivo degli alunni, sia per concordare e mettere in atto tutte le strategie opportune per favorirne la reale integrazione.


e) ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

Obiettivi per l’incremento dell’inclusione

In base alla Direttiva Ministeriale del 27/12/12 ed alla circolare Ministeriale dell’8/03/13, il 36° Circolo Didattico istituisce il GLI (gruppo di lavoro  per l’inclusione) che incorpora il precedente GLH ( gruppo di lavoro per alunni diversamente abili).
Il GLI formato dal Dirigente Scolastico, dal docente con attribuzione di F.S. , dal docente referente per gli alunni BES e DSA, dalle docenti di sostegno, da un docente di base e dal personale AEC avrà i compiti di:
- rilevare gli alunni BES;
- raccogliere e documentare gli interventi didattico-educativi posti in essere anche in funzione di azioni di apprendimento organizzativo in rete tra scuole e/o in rapporto con azioni strategiche dell’Amministrazione;
- supportare i colleghi riguardo le strategie/ metodologie di gestione delle classi ove sono presenti i BES;
- rileva,monitora e valuta il livello d’inclusione degli alunni BES e con diagnosi di DSA;
- elabora una proposta di Piano Annuale per l’Inclusione riferito a tutti gli alunni BES.


f) LA SCUOLA IN OSPEDALE

Il 36° Circolo Didattico realizza attività scolastiche per i piccoli alunni degenti presso i reparti pediatrici ed il centro dialisi dell’Ospedale “Santobono”, afferente all’A.O.R.N. “Annunziata-Santobono-Pausilipon”, per garantire :.
- il diritto costituzionale allo studio come continuità del percorso formativo e nel rispetto delle individualità e delle personalità e restituendole in un contesto che spesso tende ad annullarle:
- le migliori opportunità per una crescita armonica e integrata della personalità;
- il sostegno affettivo-relazionale nell’affrontare la particolare situazione esistenziale legata alla ospedalizzazione mediante una presenza discreta e professionale delle docenti.
- un processo di produzione culturale che gli restituisca, in un momento in cui è facile perdere i propri punti di riferimento, il senso di continuità con il suo mondo e con le sue sicurezze;

L’approccio alle attività didattiche è prevalentemente ludico: i bambini sono invitati a parteciparvi cercando d’infondere loro fiducia , creando un’atmosfera serena e giocosa.
Ogni percorso d’apprendimento è proposto sotto forma di micro-attività significative e motivanti, possibilmente in continuità con la scuola di provenienza, in caso di ricoveri di media durata o lunghi.

La tipologia dei luoghi, i ritmi terapeutici, la condizione psicologica nella quale si trova il bambino ospedalizzato caratterizzano di connotazioni del tutto particolari l'attività didattica e il ruolo del docente. Esso è essenzialmente quello di essere flessibile e propositivo rispetto a tutte quelle variabili che fanno della scuola in ospedale una scuola atipica, di elaborare progetti educativo-didattici calibrati sugli stessi, salvaguardando e garantendo nel  contempo l’unitarietà del processo insegnamento/apprendimento.
In ottemperanza alla recente normativa sull’istruzione domiciliare, le docenti di scuola primaria, in caso di necessità, realizzeranno una triangolazione comunicativa tra scuola in ospedale, scuola di provenienza e insegnante domiciliare, dando impulso anche all’uso di strumenti e tecnologie informatiche.


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