Analisi del contesto

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Il quartiere Vomero in cui è inserita la scuola Vanvitelli, appartenente alla Municipalità 5 del Comune di Napoli, ed  è la più vasta delle zone collinari della città, con un’alta densità di popolazione.

Possiede notevoli risorse materiali, naturali e culturali e conserva le tracce di un passato ricco di storia e di tradizione, degno di essere riscoperto e rivalutato.

La collina nasconde ancora, all'interno della fitta edilizia moderna, sviluppatasi soprattutto negli anni 50/60, tracce delle sue origini: dal villaggio di Antignano passava l'unico collegamento tra Neapolis e Pozzuoli - la strada per colles - e, come narra la leggenda di S. Gennaro, il miracolo dello scioglimento del sangue si sarebbe compiuto per la prima volta nel luogo dove ora sorge l'omonima Chiesa.

D'origine trecentesca sono la Certosa di San Martino e Castel Sant'Elmo e, a testimonianza dello splendore delle ville settecentesche, restano la Villa Floridiana immersa nel verde e grande polmone della collina, Villa Lucia, Villa Belvedere ed altre ancora di raffinata eleganza.

Il quartiere conserva, inoltre, un tipico aspetto tardo ottocentesco grazie alla presenza di palazzine liberty e neorinascimentali, di cui lo stesso edificio scolastico Vanvitelli di Via Luca Giordano è un prestigioso esempio architettonico.

È ben collegato al resto della città attraverso le tre funicolari, che ricalcano il percorso delle antiche salite dei Cacciottoli, del Petraio e della Pedamentina e facilitano l'accesso al centro; le numerose linee di autobus,  la moderna metropolitana collinare e più uscite della Tangenziale consentono di raggiungere agevolmente le varie autostrade e favoriscono i collegamenti con gli altri quartieri e con la provincia.

Negli ultimi anni esso è stato interessato ad una serie di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che hanno trasformato l’area in cui è inserita la scuola, da affollata e soffocante zona urbana ad isola pedonale a traffico limitato con evidenti vantaggi per l’utenza, soprattutto per i bambini, sia in termini di sicurezza abitativa e inquinamento acustico che di viabilità.

 

 

TIPOLOGIE DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE

 

 

Il Vomero è un quartiere residenziale ed il “benessere” dei suoi abitanti ha favorito, nel tempo, lo sviluppo di un grosso centro commerciale che ne alimenta il tessuto socioeconomico.

Sviluppato è il settore terziario che fornisce molteplici servizi, tanto da renderlo un quartiere sufficientemente autonomo rispetto al resto della città.

Quotidianamente, si registra un forte flusso di pendolari che afferisce dalla periferia e dai quartieri circostanti, per svolgere la propria attività lavorativa presso uffici e negozi ed è questo il motivo per cui, nella nostra scuola, sono iscritti alunni provenienti da altre platee scolastiche.

Luoghi d'incontro per i giovani del quartiere sono le palestre, la Biblioteca comunale “B. Croce”, le strade principali del Vomero, per molta parte della loro estensione pedonalizzate, come : Via Luca Giordano, Via Scarlatti, e le piazze Vanvitelli, Medaglie D'Oro e degli Artisti.

Molto  frequentato è anche il vivacissimo mercatino rionale di Antignano fra Via Mario Fiore e Via Tino da Camaino.

Negli ultimi tempi, la sinergia tra le politiche locali della  Municipalità 5 (molto attenta ai bisogni del territorio), il mondo dell’ associazionismo e le attività commerciali della zona , si è notevolmente intensificata  e numerose sono ormai durante tutto l’anno, le iniziative finalizzate a stimolare la vivacità culturale del quartiere.

 

REALTA’ SOCIO-ECONOMICO-CULTURALE DELLA PLATEA SCOLASTICA

 

Da un’attenta analisi si rileva che:

-  la scuola registra un limitato tasso di abbandono scolastico;

- le scolaresche sono composte da bambini provenienti da ambienti culturali eterogenei;

  • La percentuale di occupazione di entrambi i genitori è alta (professionisti, impiegati, docenti, commercianti);
  • Gli alunni sono seguiti nel lavoro scolastico e le famiglie ne sostengono lo sforzo e l'impegno;
  •  In alcuni casi si registra la totale delega alla scuola di educare i bambini mentre, in altri, si registrano adozioni di forme costanti  di “iperprotezione” dei bambini  che ne condizionano e limitano il senso di autonomia oltre che  diffuse difficoltà sul piano comunicativo, emotivo e relazionale;
  • L’iperattività e scarsa capacità di concentrazione, difficoltà ad interiorizzare norme e regole sono presenti nei vari gruppi classe.
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L’INTERAZIONE TRA LA SCUOLA, LA FAMIGLIA E IL TERRITORIO

 

 

La Scuola, essendo  parte integrante e fondamentale di un progetto educativo più ampio che la pone in un rapporto di continuità e contiguità con le famiglie ed il territorio, utilizza le risorse di quest’ultimo integrandole con tutte le iniziative formative poste in essere dall’extrascuola.
Nell’ambito della continuità orizzontale, i rapporti tra scuola e famiglia assumono, nel processo formativo degli alunni, particolare valore.
Per questo motivo  il 36° circolo la Scuola stabilisce periodici incontri che favoriscono il dialogo, la conoscenza del bambino e consentono la pianificazione delle attività scolastiche ed extrascolastiche.
A  loro volta, i genitori non solo possono dare i loro contributi di idee ed indirizzo nell’ambito degli Organi Collegiali ma soprattutto devono:

• riconoscere e sostenere lo sforzo e l’impegno dei propri figli, teso alla costruzione personale del loro sapere, apprezzando positivamente il ruolo che in tale processo hanno le singole discipline, i progetti, la diversità degli stili di insegnamento e l’articolata strutturazione del tempo;
• dare il giusto valore alle esperienze del bambino ed alla loro varietà;
• determinare il clima di intesa collaborativa che rafforza il lavoro collegiale dei docenti.

Allo scopo di migliorare il livello di interazione tra genitori e docenti dal corrente anno scolastico è stato formalizzato il Patto di corresponsabilità educativa tra i tre protagonisti del processo: genitori, insegnanti, alunni.

Il Patto Educativo allegato  è l’espressione di un Progetto Educativo Condiviso che sancisce un impegno comune ed un’alleanza educativa tra scuola e famiglia finalizzata alla “formazione  dell’uomo e del cittadino”.
• Coinvolge i docenti di sezione, di classe, i genitori, gli alunni e tutte le agenzie educative presenti sul territorio;
• Contribuisce allo sviluppo del reciproco senso di responsabilità ed impegno;
• Consolida il dialogo e la collaborazione educativa tra scuola e famiglia, come relazione costante non episodica e/o limitata solo a situazioni critiche o problematiche;
• Favorisce la condivisione di principi e valori educativi tra adulti e bambini;
• Trova i propri fondamenti educativi, nel Piano dell’Offerta Formativa e le norme disciplinari, nel Regolamento d’Istituto;
• Promuove la condivisione di più ampi patti educativi all’interno della comunità educante.
Per rendere effettiva l’attuazione di quanto concordato nel Patto Educativo di Corresponsabilità, la scuola si impegna, all’inizio di ogni anno scolastico e durante, a creare momenti di incontro e di dialogo tra genitori ed insegnanti, per favorire la conoscenza del Patto Educativo e fissare le radici per attivare la partecipazione collaborativa di tutte le componenti coinvolte.
La sottoscrizione del Patto viene effettuata all’inizio di ogni ciclo scolastico e richiamata ad ogni anno scolastico successivo, nella prima assemblea di classe tra docenti e genitori per tutti i casi ritenuti necessari.
Sarà compito  della Commissione per il Patto Educativo,  valutare,  annualmente, l’adeguatezza e la funzionalità di quanto sottoscritto ed apportare eventuali modifiche in base ai cambiamenti che potrebbero verificarsi nella scuola.


Mentre  la “ Banca del tempo Vanvitelliano”, è stata consolidata quale occasione imprescindibile per valorizzare il contributo delle famiglie, da orientare però in una dimensione collettiva di bene comune. Ad inizio di ogni anno scolastico, infatti  viene aggiornata la  ricognizione sulle attività e sulle occasioni di collaborazione che le mamme e i papà dei piccoli alunni, sono disposti a mettere in circolo per la scuola Vanvitelli.
Ogni anno la rosa delle prestazioni ( che spazia da attività formativa altamente specializzate come ad es. interventi alle scolaresche su temi quali la legalità, la Carta costituzionale, la vulcanologia, la biologia, fino a lavori di manutenzione, accompagnatori, preparazione di eventi e manifestazioni) si arricchisce sempre più, insieme al numero sempre maggiore di genitori, orgogliosi di far parte attiva della Comunità Educante del 36° Circolo didattico.

 

 

LE STRUTTURE SOCIOCULTURALI ei SERVIZI PRESENTI nel QUARTIERE

 

 

Ricca è la presenza di agenzie educative sul territorio nel quale è inserita la Scuola Vanvitelli: strutture e risorse per il tempo libero, centri di servizi sociali, sanitari, psicopedagogici, socioeconomici e di pubblica sicurezza, solo per citare quelli maggiormente rappresentativi.
Elevato è anche il numero di strutture socioculturali pubbliche e private come biblioteche, librerie, cinema e teatri, associazioni culturali e sportive con le quali la scuola, nell’ambito dell’erogazione del proprio servizio, ha stabilito, nel tempo, rapporti di collaborazione, in alcuni casi consolidati.
 


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